Il sonno fa bene ai neuroni

Dormire non è solo una pausa per recuperare energie: è un vero e proprio lavoro di manutenzione del cervello. A dimostrarlo è un nuovo studio guidato dal prof. Michele Bellesi, docente della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria e membro del Centro per le Neuroscienze di UNICAM, pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica internazionale.

La ricerca ha mostrato che la privazione di sonno compromette la comunicazione tra i neuroni, rallentando la trasmissione dei segnali elettrici nel cervello. Se già sappiamo che dormire poco provoca:

  • cali di attenzione
  • riduzione della vigilanza
  • aumento del rischio di incidenti stradali e sul lavoro

ora emergono nuovi dettagli sui meccanismi biologici alla base di questi effetti.
 

Le cellule “di supporto” sotto accusa

Lo studio ha individuato un problema in alcune cellule di supporto del sistema nervoso, fondamentali per garantire una comunicazione efficiente tra neuroni. In particolare, la deprivazione di sonno:

  • riduce la produzione di colesterolo in queste cellule
  • altera il metabolismo necessario a isolare correttamente le fibre nervose
  • compromette la trasmissione dei segnali elettrici

Questa alterazione potrebbe spiegare l’affaticamento cognitivo tipico di chi dorme poco o male.

La ricerca ha coinvolto collaborazioni internazionali, dall’Istituto di Neuroscienze di Alicante al CNR di Pozzuoli, e ha analizzato anche dati umani provenienti dallo Human Connectome Project, confermando una correlazione tra qualità del sonno e alterazioni cerebrali.

Un dato preoccupante: in Italia circa il 10% della popolazione soffre di insonnia, ma fino a un terzo delle persone dorme male. Un problema ancora più critico nelle fasce d’età in cui il cervello è in sviluppo, particolarmente vulnerabili alla carenza cronica di sonno.

Un messaggio chiaro dalla scienza: dormire bene non è un lusso, ma una necessità biologica fondamentale per la salute del cervello.

 

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